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	<title>Antonio Ferrentino &#187; erri de luca</title>
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		<title>“Istigare il sabotaggio della Tav non è libertà di espressione”</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2015 10:07:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[erri de luca]]></category>
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		<description><![CDATA[Cesare Martinetti &#8211; LaStampa Mario Virano è da pochi giorni direttore della Telt, Tunnel Euroalpin Lyon-Turin. È la nuova società che dovrà realizzare il tunnel di base del corridoio ferroviario Mediterraneo, la più contestata linea ad alta velocità d’Europa. Tra i contestatori il più acceso, o semplicemente il più noto, lo scrittore Erri De Luca [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.antonioferrentino.it/web/wp-content/uploads/2015/03/001923161.jpg"><img class="alignleft wp-image-373 size-medium" src="http://www.antonioferrentino.it/web/wp-content/uploads/2015/03/001923161-300x202.jpg" alt="LA PROGETTAZIONE STRATEGICA" width="300" height="202" /></a>Cesare Martinetti &#8211; LaStampa<br />
Mario Virano è da pochi giorni direttore della Telt, Tunnel Euroalpin Lyon-Turin. È la nuova società che dovrà realizzare il tunnel di base del corridoio ferroviario Mediterraneo, la più contestata linea ad alta velocità d’Europa. Tra i contestatori il più acceso, o semplicemente il più noto, lo scrittore Erri De Luca che per aver giustificato ed invocato il sabotaggio del cantiere s’è preso una denuncia per istigazione a delinquere, pena prevista da uno a cinque anni. Il processo riprende domani.<br />
<strong>Architetto Virano, perché volete mandare in galera De Luca?</strong><br />
«Non vogliamo mandarlo in galera, è un processo che ereditiamo dalla Ltf, la società che ci ha preceduto ma del quale condividiamo gli obbiettivi: difendere i sabotati muti, cioè i lavoratori del cantiere che hanno subito attacchi e violenze appoggiate e legittimate da uno scrittore famoso come De Luca. Difendere i nostri operai era un dovere etico».<br />
<strong>Però la vostra denuncia contiene un attacco alla libertà di espressione: non è legittimo sostenere che la Lione-Torino è «inutile e nociva»?</strong><br />
«Il diritto c’è, ma non è questo l’oggetto del contendere. Tutte le opere possono essere criticate; diverso è sostenere la legittimità o l’indispensabilità del sabotaggio fisico dei cantieri, l’uso delle cesoie per tagliare le reti di protezione e i lanci di molotov e di pietre. In discussione c’è l’apologia di questo, non la critica all’opera che siamo disponibilissimi ad affrontare».<br />
<strong>Dunque, volete mandare in galera De Luca?</strong><br />
«Vogliamo verificare in tribunale se l’esercizio della libertà di informazione ed espressione a cui siamo affezionati non meno di Erri De Luca trovi limiti o no. O se l’apologia della violenza non comporti anche una responsabilità, se l’incitazione a delinquere sia da considerarsi esercizio della libertà di espressione».<br />
<strong>Secondo De Luca il sabotaggio si giustifica e legittima anche per ragioni di salute. La Val di Susa &#8211; scrive &#8211; riceve dosi quotidiane di amianto e di pechblenda, materiale radioattivo più concentrato dell’uranio impoverito.</strong><br />
«Due colossali menzogne. Quel cantiere è il più monitorato d’Italia e forse d’Europa. Ci sono 66 centraline di rilevazione continua di tutti i principali indicatori ambientali e ovviamente il tema dell’amianto è quello più controllato. Finora non se n’è trovata traccia».<br />
<strong>Anche i padroni dell’Eternit dicevano che non c’erano pericoli per gli operai. Poi s’è visto com’è finita.</strong><br />
«Non sono io a dirlo, non è l’azienda, ma Arpa, Ispra, Asl e ministero dell’Ambiente, cioè tutti i soggetti istituzionalmente preposti a questi controlli. È un sistema molto sofisticato e costoso, le autorità ci hanno fatto vedere i sorci verdi per aprire il cantiere».<br />
<strong>E cosa risponde alla denuncia della presenza di pechblenda?</strong><br />
«Un bel nome, suggestivo, mi ricorda la kriptonite, non mi stupisce che abbia colpito l’immaginario di uno scrittore. La radioattività è costantemente controllata. C’è un contatore Geiger nella testa della talpa che scava il tunnel. Posso dare questa notizia a De Luca: nella galleria di scavo le radiazioni sono meno della metà della media abituale nel resto del Piemonte. Funzionerebbe benissimo come rifugio dalle radiazioni».<br />
<strong>Lei è stato comunista ed ha una cultura di sinistra, non può non riconoscere la legittimità storica e democratica dei movimenti popolari di opposizione. Perché portare in tribunale uno scrittore che estremizza ma proprio per questo dà voce al movimento della Valle di Susa?</strong><br />
«Ho considerato l’opposizione popolare di massa con radici nel territorio e guidata dai sindaci un grande fatto di democrazia quando ho iniziato a occuparmi della Lione-Torino nel 2006. C’era un’azione di popolo in cui le frange erano marginalizzate. A quel movimento bisognava rispondere lo si è fatto azzerando un progetto sbagliato. Un caso unico in Italia. Ora la leadership No Tav è formata dall’antagonismo che ha come posta in gioco non un treno o il territorio ma è diventata un simbolo spendibile sul mercato politico dell’antagonismo radicale».<br />
<strong>Come risponde all’accusa di spendere una cifra colossale per un’opera «inutile»?</strong><br />
«L’attraversamento delle Alpi è la condizione indispensabile perché il corridoio mediterraneo consenta ai treni di viaggiare in pianura, convenienti e competitivi. Lo fanno gli svizzeri a Gottardo e Loetschberg, e le loro ferrovie assorbono il 64% del traffico; lo fanno austriaci e tedeschi al Brennero (35% di traffico). Noi con la linea storica intercettiamo appena il 9%. O decidiamo che usciamo dal mercato ferroviario o togliamo il tappo delle Alpi e diamo una prospettiva storica a Torino e il Piemonte. È semplicemente una scelta di buonsenso».</p>
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